La ragione moderna e l'irragionevole fanatismo apocalittico degli ambientalisti

Grazie per avermi dato l'occasione di rileggere e leggere per la primavolta con mio figlio il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI. Ho chiesto amia moglie di procurarmi una cornice per queste due immense (80x60) pagine che presto domineranno il nostro salotto.Camillo Ruini ci ricorda che Ratzinger nel suo discorso non dice dirifiutare la ragione moderna, bensì di ripensarla dall'interno e cosìaprirla al futuro, superando le sue chiusure. La scienza che esclude dallapropria ricerca e sviluppo il problema Dio e gli interrogativi propriamenteumani, cioè quelli del "da dove" e "verso dove" spostandoli nell'ambito delsoggettivo, è una scienza limitata, ridotta. Papa Benedetto non chiede ditornare indietro a prima dell'illuminismo."Non ritiro, non critica negativaè dunque l'intenzione; si tratta invece di un allargamento del nostroconcetto di ragione e dell'uso di essa."Ho letto poi l'inserto di Piero Vietti "Il nemico siamo noi" a propositodegli ambientalisti che accusano l'uomo che con i suoi cattivi comportamenti (costruttore di fabbriche, autostrade, aeroporti e linee ferroviarie), sta ammalando e lentamente uccidendo la Madre Terra e, quindi, secondo questi adoratori di Gaia, per evitare una catastrofe planetaria prevista tra qualche anno (è la scienza moderna che lo dice, la stessa che è alla base di quel progresso che starebbe uccidendo il pianeta) il colpevole uomo dovrebbe decrescere felicemente, rinunciare al progresso e tornare indietro abbracciando una vita etico-etnico-equo-sostenibile. Ebbene, sono giunto alla conclusione che il fanatismo apocalittico degli ambientalisti non ha a che fare né con la ragione moderna e nemmeno con la rottura tra fede e ragione, è semplicemente una grande rottura di palle.